Ciao, spero di esserti stato utile fin ora, cerco di rispondere alle altre domande:
premetto che non sono espertissimo, ma posso limitarmi a condividere le mie esperienze, poi qualche ricerca in rete più dettagliata la faccio anch'io... magari approfondisco con la scusa!
Iniziamo ad esempio con init.d:
Differisce da cron (cron è il daemon in esecuzione, crontab è un file contenuto in /etc/ che fa funzionare tale daemon) in quanto esegue script o comandi senza tener conto di "quale utente" lo esegue, qualunque cosa esegua, la eseguirà con i massimi privilegi, su cron lo si specifica in quel file. Addirittura ogni utente dispone di alcuni file personali atti a configurare cron, quello che ti ho spiegato è per me il più semplice da usare, ma sappi esistono configurazioni diverse e più approfondite che prevedono la modifica di files quali "cron.hourly', 'cron.daily', 'cron.weekly' e 'cron.monthly', che sinceramente non uso mai... non saprei approfondire oltre.
Seconda cosa importante, cron ha la possibilità di eseguire ciclicamente gli script, se per esempio al posto di @reboot imposti qualcosa tipo:
Code: Select all
*/5 * * * * root sh /home/pi/scripts/script_esempio.sh
verrà eseguito ogni 5 minuti, supponiamo di avere un pc che non viene spento per un periodo lungo, questo script verrà eseguito sempre una volta ogni 5 minuti, init.d eseguirà gli script all'avvio del sistema e stop. rc.local credo, non vorrei dire qualcosa di blasfemo! Sia configurabile anche da utenti senza privilegi di root, per azioni/comandi meno importanti. Non sono fresco nell'argomento
Ripeto ci sarà sicuramente molto di più da dire a riguardo,
invito utenti più esperti a correggere le mie affermazioni ed approfondire se necessario! Personalmente ho creato una cartella "scripts" contenente circa 15 scripts controllati tutti da cron, sia banali "aggiorna l'orologio ogni 60 minuti tramite ntp" che più importanti "impostazioni iptabels/firewall interno". Che dire preferisco avere tutto sotto controllo, e lanciare un semplice
Per quanto riguarda transmission et simili, io attualmente ho installato transmission-daemon, e lo posso controllare (previa configurazione tramite modifica del file /etc/transmission-daemon/settings.json se non l'ho scritto male) tramite interfaccia web, in remoto, o nella stessa rete da pc smarthphone/tablets, magari se ti interessa possiamo approfondire, mentre per quanto riguarda montare automaticamente chiavette/hd esterni, devi modificare il file
e devi sapere ovviamente che tipo di filesystem ha la chiavetta/hd in questione, faccio un esempio di hd esterno con filesystem ntfs:
Occorre installare ntfs-3g (quindi apt-get update e apt-get install ntfs-3g), collegare l'hd, e verificare che nome ha assegnato il sistema al dispositivo:
restituirà la lista di tutte le periferiche di archiviazione esterne collegate, se hai solo quello, spunterà sda1 o sdb1 ecc ecc...
nota bene, anche se avrai un solo hd/pendrive collegato vedrai più di un elemento, sda e sda1 per fare un esempio, in poche parole gli "sda" seguiti da numero, sono le "partizioni" presenti dentro sda.
Questo ti interessa saperlo perchè quando darai il comando mount, specificherai sorgente e destinazione, in modo simile a questo:
Code: Select all
mount -t ntfs-3g /dev/sda1 /mnt/hd-esterno-partizione-1
/mnt/hd-esterno-partizione-1 è una cartella che se non esiste non verrà creata automaticamente, quindi bisogna prima crearla:
Bene ora che sai come montare manualmente l'hd/pendrive andiamo a vedere come farlo in modo automatico all'avvio del sistema tramite /etc/fstab, di seguito un file vergine scopiazzato dal mio raspberry con nell'ultima riga un aggiunta di esempio:
Code: Select all
proc /proc proc defaults 0 0
/dev/mmcblk0p1 /boot vfat defaults 0 2
/dev/mmcblk0p2 / ext4 defaults,noatime 0 1
/dev/sda1 /mnt/HD-Esterno ntfs-3g defaults 0 3
Credo si spieghi da solo, data la premessa da me fatta prima, dovrebbe essere semplice comprenderne il contenuto, per le varie opzioni come "defaults" e i numeri 0 1 2 3 che vedi, puoi dare un occhiata veloce in rete, poichè sono parecchie informazioni per poterne parlare qui, posso dirti al volo che il campo dopo il tipo di filesystem specifica in che modo montare: r/w,r/o,noatime ecc... sono solo esempi, basta separare da virgola e aggiungerne quante se ne desiderino, lo zero ed il 3 sono riguardanti l'esecuzione di fsck (filesystem check) ad ogni avvio automaticamente, 0= disattivato, mentre dove vedi 1, 2 e 3, quei numeri servono a stabilire l'ordine in cui verranno controllati quando il comando fsck verrà lanciato manualmente e/o verrà richiesto in casi di emergenza dal sistema.
Anche qui c'è da approfondire, ma con un "defaults 0 X" sei appostissimo come me!
Spero di non aver creato più confusione di prima, ma è più veloce a farsi che a dirsi, smanettacci un pò e prenderai familiarità!
Piccolo edit:
trovato link interessante che spiega sicuramente molto meglio di me le varie caratteristiche dei vari rc.d/rc.local init e compagnia bella!
http://www.oneopensource.it/18/08/2011/ ... t-systemd/